Tra oroscopi e apocalittiche profezie Maya, si conclude anche quest’anno.
Il rincaro della benzina, il governo Monti, l’ICI da pagare, le liti alla Basilica della Natività, l’euro timido e la borsa traballante.
In questo marasma da fine del mondo…scusate ma noi vi facciamo gli auguri!
Ogni gruppo che la Scopeltour Viaggi accompagna attraverso la storia della Sicilia è un incontro particolare, direi quasi che entra a far parte di una storia infinita.
La settimana dal 24 al 29 Ottobre un gruppo della Parrocchia San Paolo di Rho, ha visitato la Sicilia e alcuni dei santuari Mariani della nostra terra.
L’itinerario è stato promosso in collaborazione con la ”Auryn” Viaggi di Bergamo; Auryn proprio come il medaglione di Atreiu ne “La Storia Infinita”.
Montezuma, ultimo re azteco pare ne andasse ghiotto, parlo del peperone in tutte le sue varianti di colore e forma. Non so bene come si cucinasse ai tempi degli aztechi, ma vi assicuro che la ricetta che vi propongo ha origini antiche e si rifà alla tradizione gastronomica siciliana ancorata al gusto per le cose semplici, povere ma superbe.
Gli ingredienti utilizzati non hanno nulla di ricercato, sono prodotti locali, facilmente reperibili in qualsiasi supermercato, che, sapientemente legati fra loro, danno vita ad una prelibatezza che può essere servita come antipasto durante una cena importante o diventare il primo di una serie di piatti unici, in una cena informale.
Racconta Tucidide che “dopo la caduta di Troia, alcuni troiani arrivarono in Sicilia dal mare“… esuli trovarono rifugio in questo lembo di terra.
Elimi furono chiamati dai Sicani, le loro città furono Segesta ed Erice; in quest’ultima, secondo Virgilio, Enea seppellì suo padre Anchise.
Si narra, anche, che su questo monte, Venere abbia allattato il figlio Cupido e che la presenza di Bellezza e Amore sia ancora oggi ravvisabile negli incantevoli panorami e nell’atmosfera ammaliante, che fa vibrare gli animi dei visitatori.