
La proposta educativa è sempre un rischio, un gruppo di adulti che conducono ragazzi, pressocchè minorenni, alla scoperta della storia e del significato di avvenimenti passati.
Il Liceo “Sacromonte” di Varese ha accettato la sfida e si è avventurato in un percorso attraverso luoghi, paesaggi e miti della Sicilia Orientale, da Noto a Siracusa, fino ai crateri dell’Etna.

Siracusa è un antico presidio greco che vide il suo sviluppo nell’avvicendarsi di diverse tirannie da Gelone, che la trasformò in una potenza navale e la strutturò nella Pentapoli con le cinque zone ancora visitabili: Ortigia, Tycle, Neapolis, Acradina ed Epipoli, a Gerone che si circondò di autori come Pindaro ed Eschilo.
Siracusa che ripropone al mondo le tragedie greche dentro il loro scenario naturale: il teatro all’aperto; Siracusa delle catacombe di San Giovanni.
Dopo il terremoto del 1693 viene ricostruita in perfetto stile barocco, come la vicina Noto la “città d’oro”, “il giardino di pietra“, patrimonio dell’UNESCO, che fiera e solenne accoglie nelle sue vie, sotto balconi fortemente ornati, la manifestazione dell’infiorata.
La riserva naturale di Vendicari e la nera Catania con i suoi sentieri sull’Etna e le passaggiate sino all’interno dei crateri sopiti, palazzi signorili nel centro storico, di pietre laviche lastricato.
Chissà se i liceali di Varese hanno colto, nel percorso propostogli, un fil rouge che, per chi si pone un passo indietro, appare chiaro e commovente.
Tutta la storia è un gioco di ombre e di luci, come il terremoto e la ricostruzione impreziosita di architettura barocca, come le tirannie ed il potere politico e culturale, come il passaggio dalle catacombe, discesa momentanea nell’ade cittadino, e la passeggiata sulla spiaggia di Vendicari.
Da ogni tragedia greca si traeva, tramite un’intensa immedesimazione, la catarsi appunto, un insegnamento, da questo itinerario possiamo dire che le ombre esistono per fare apprezzare la luce.

