
Pomeriggio di fine Luglio, sono le 15:00, circa.
Certo fa caldo, certo in strada non ci sono regole condominiali e i bambini sembra non soffrino la calura estiva.
Bambini che giocano in strada con le bici, palleggiando e ridendo si sono dati appuntamento sotto il mio balcone!
Sono un attimino infastidito, quando il ciarlare di questi bambini viene interrotto da un’espressione che metto a tema di questa calda lezione estiva.
L’espressione che andremo ad ossequiare con la nostra diligente classe virtuale è: “A tia taliu!”.
Immaginate la scena: ragazzino che stacca, distrattamente, delle foglie da un alberello il cui ramo sporge in strada, seduta all’ombra in giardino, un’ anziana signora che “si cogghi lu friscu“, che seduta al fresco, getta la frase verso il monello che immediatamente smette.
“A tia taliu!” che letteralmente è ”A te guardo!”, è una delle più belle espressioni del parlato siciliano.
Badate bene è sempre detto in un tono che sta tra il serio ed il faceto; è un rimbrotto assolutamente bonario ma di grande autorevolezza.
“Stai attento, perchè ti guardo!” è una frase da grandi educatori; non vengo lì a rimproverarti, non ti umilio, ma “ti vedo“, “ci sono“.
Nata nell’epoca in cui bastava uno sguardo dell’adulto perchè il giovane si mortificasse; quando il rimprovero era segno di interesse e desiderio di custodire il figlio, l’alunno o altri, ”A tia taliu!“, continua ad avere il suo effetto di richiamo ancora oggi.
Sapere di essere guardati ti fa sentire responsabile sai di dover rispondere a qualcuno.
Facciamo una prova: siete a dieta, ma vi state sbafando una vaschetta di gelato, dietro di voi qualcuno: “A tia taliu!”.
Il vostro partner guarda la vicina/o di ombrellone: “A tia taliu!”.
I vostri impiegati stanno al computer a leggere il nostro blog: “A tia taliu!”.
Buone vacanze: “A vui taliu!”


