
In un convento Benedettino annesso alla chiesa di Santa Maria dell’ammiraglio, una chiesa eretta nel 1143 da Giorgio di Antiochia, un gruppo di suore palermitane confezionava la ormai famosa “Frutta di Martorana”.
Il convento venne chiamato Chiesa della Martorana dal nome di una nobildonna normanna, certa Aloisia Martorana, che aveva fondato il convento.
Le suore con il marzapane confezionavano, per la festa di Ognissanti, dei piccoli dolci che imitavano i vari tipi di frutta, dai colori sgargianti che ottenevano con tinte vegetali derivanti da rose, pistacchi e altro.
L’impasto così ottenuto venne chiamato “Pasta Reale”, in onore di Ruggero II re normanno di Sicilia.
La leggenda narra che le suore utilizzarono i frutti per adornare i rami, degli alberi spogli per l’autunno, in occasione di una visita al convento, del Cardinale di Palermo.
La frutta di Martorana oggi è disponibile in qualsiasi periodo dell’anno.
Ingredienti:
Sciogliete in una casseruola lo zucchero nell’acqua, mescolando continuamente a fiamma bassa. Quando lo zucchero è completamente sciolto e comincia a filare, (quando il composto preso tra due dita si allunga a filo) unire la farina di mandorle e le essenze, mescolando per evitare la formazione di grumi.
Amalgamare bene e versare la pasta su un piano da lavoro inumidito. Appena l’impasto si sarà intiepidito lavorarlo a lungo con le mani umide, finché diventerà liscio ed omogeneo, dovrà essere morbido, ma non troppo. Lasciarlo riposare per un’ora, coperto con la pellicola in un posto fresco e asciutto.
A questo punto la pasta reale è pronta per essere modellata e decorata.
Per le decorazioni:
Diluire i coloranti in poca acqua e decorate la Martorana con i colori che più si addicono al frutto da colorare.
Lasciare asciugare e decorate i frutti con foglioline e piccioli.


