
Racconta Tucidide che “dopo la caduta di Troia, alcuni troiani arrivarono in Sicilia dal mare“… esuli trovarono rifugio in questo lembo di terra.
Elimi furono chiamati dai Sicani, le loro città furono Segesta ed Erice; in quest’ultima, secondo Virgilio, Enea seppellì suo padre Anchise.
Si narra, anche, che su questo monte, Venere abbia allattato il figlio Cupido e che la presenza di Bellezza e Amore sia ancora oggi ravvisabile negli incantevoli panorami e nell’atmosfera ammaliante, che fa vibrare gli animi dei visitatori.I monumenti di cui si orna Erice sono: il Castello normanno di Venere; la Chiesa Matrice, edificata nel XIV secolo; la Torre Campanaria, che si erge a fianco la Chiesa, in solitaria posa di avvistamento; i Giardini del Balio, tessuti da sentieri che conducono il visitatore al bel vedere, da cui si scorge la città di Trapani, le Saline, le Isole Egadi, San Vito Lo Capo.
Meta turistica della Sicilia occidentale, Erice è uno dei luoghi che includiamo nei nostri percorsi di istruzione, proposti alle scuole e agli insegnanti; a tal proposito la fotogallery mostra la visita al borgo medievale da parte di un gruppo di insegnanti e Presidi associati a DISAL (Associazione di dirigenti di scuole statali e paritarie autonome e libere) e di un gruppo di studenti del Liceo “Sacro Monte ” di Varese.

[...] città Elima come Erice, è costretta a difendere la propria libertà guerreggiando continuamente contro Selinunte e [...]
Inserito da: Segesta, la città libera e immune dei romani | aprile 09 2011 PM

