dialetti regionali sono una ricchezza e questo lo avrete sentito tante di quelle volte…ma chiediamoci il perché superando però la questione dell‘appartenenza territoriale.

 

Prendiamo il dialetto siciliano, i termini sembrano rispecchiare l’intera morale di un popolo, come è il caso del termine di questa lezione.

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Ricordo che quando ero bambino facevo parecchi capricci a tavola e mia madrepi l’amuri di farmi manciari” cercava di accordarmi tutto.

L‘amore di una donna è qualcosa di particolare perché, madre o moglie che sia, è un’amore che ha il suo peso e prima o poi questo peso va considerato, mia madre infatti mi accordava tutto ma mi diceva anche che ero come “U malu maritu“, il marito cattivo.

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E’ risaputo che noi siciliani abbiamo un’ampia gamma di termini che attengono alla sfera del non verbale: i gesti, insomma, sono la nostra specialità.

Ci esprimiamo bene con gli sguardi, con le mani, con schiocchi di lingua, famoso è il “no” dei nostri avi che era un onomatopeico ‘nzu.

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La lezione di oggi prende spunto da  un ricordo della mia infanzia, ricordo che è riaffiorato alla mente dopo aver risentito un vecchio proverbio siciliano:

“Si lu piattu un va e veni, l’amicizia un si manteni”, da bravo maestro traduco: “Se il piatto non va e viene l’amicizia non si mantiene”, non continua.

Questo proverbio nasceva dal considerare l’amicizia un bene da coltivare, da nutrire e non c’era il “Mi Piace” di facebook!

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Arriva la primavera i segni sono inequivocabili, mandorli in fiore, peschi in fiore, allergie al polline dei fiori!

Eh sì la Sicilia in questo periodo è splendida più che mai; il primo sole di Marzo che meraviglia!

I turisti fanno capolino sulle nostre spiagge a maniche corte o addirittura in costume mostrando carnagioni di un bianco accecante

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In questo giorno di inizio quaresima mi è venuta in mente una bellissima poesia di Renzino Barbera, poeta ed umorista siciliano morto nel 2009. Sarà che l’antica formula dell’imposizione delle ceneri:”ricordati che sei cenere e in cenere ritornerai”, me l’ha richiamato alla mente.

La poesia che potrete ascoltare qui potrebbe apparire macabra, triste, come per molti è la Quaresima.

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