Ogni gruppo che la Scopeltour Viaggi accompagna attraverso la storia della Sicilia è un incontro particolare, direi quasi che entra a far parte di una storia infinita.
La settimana dal 24 al 29 Ottobre un gruppo della Parrocchia San Paolo di Rho, ha visitato la Sicilia e alcuni dei santuari Mariani della nostra terra.
L’itinerario è stato promosso in collaborazione con la ”Auryn” Viaggi di Bergamo; Auryn proprio come il medaglione di Atreiu ne “La Storia Infinita”.
Quella che state per ascoltare è una guida d’eccezione: ù zù Peppi; un uomo che ha lavorato per 50 anni nella Tonnara Florio di Favignana e che di quel luogo ora è diventato il custode.
Custode dei luoghi, ma soprattutto custode dell’esperienza, esperienza che non attiene appena al fare, ma all‘orgoglio del saper fare.
La proposta educativa è sempre un rischio, un gruppo di adulti che conducono ragazzi, pressocchè minorenni, alla scoperta della storia e del significato di avvenimenti passati.
Il Liceo “Sacromonte” di Varese ha accettato la sfida e si è avventurato in un percorso attraverso luoghi, paesaggi e miti della Sicilia Orientale, da Noto a Siracusa, fino ai crateri dell’Etna.
Curvato in un’ampio braccio all’estremità nordoccidentale della Sicilia, troviamo il Golfo di Castellammare.
Questo braccio di costa è inframmezzato da costoni rocciosi che si soffermano, in alcuni tratti, in piccole cale sabbiose; alcune di queste sono accessibili, altre sono più solitarie e tranquille e raggiungibili a volte solo dal mare.
Ci troviamo al cospetto dell’Oratorio del Rosario di Santa Cita a Palermo, luogo in cui lo scultore Giacomo Serpotta realizza uno dei più importanti capolavori visitabili nella capitale siciliana.
Segesta edificata intorno al IV secolo a.C. da Aceste esule Troiano, figlio di Egesta e del dio fluviale Crimiso, è situata nella parte nord-occidentale della Sicilia a pochi chilometri da Castellammare del Golfo.
Aegesta, città Elima come Erice, è costretta a difendere la propria libertà guerreggiando continuamente contro Selinunte e Siracusa chiedendo la protezione degli Ateniesi prima e dei Cartaginesi poi.