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7ott


Ricordo che quando ero bambino facevo parecchi capricci a tavola e mia madrepi l’amuri di farmi manciari” cercava di accordarmi tutto.

L‘amore di una donna è qualcosa di particolare perché, madre o moglie che sia, è un’amore che ha il suo peso e prima o poi questo peso va considerato, mia madre infatti mi accordava tutto ma mi diceva anche che ero come “U malu maritu“, il marito cattivo.

La traduzione letterale non rende giustizia perché in realtà “malu”, nel nostro caso, sta più per dispettoso.

La storia è quella di un marito un po’ burbero a cui non stava mai bene nulla che aveva una moglie che invece cercava di accontentarlo in tutto.

Se lei faceva la pasta con le fave lui la voleva con la salsa, se la faceva con la salsa lui la voleva con i piselli…insomma roba che ai nostri giorni avrebbe condotto una coppia al divorzio per giusta causa.

Ma lei no, la donna della storia che io da bambino mi figuravo come una bella donna minuta e silenziosa, accontentava il marito sempre, in un’attimo.

Ma lu malu marito non trovando il sistema di far perdere la pazienza alla moglie ne pensò una davvero diabolica: “U sceccu ava ttrasiri ca cura avanti”, (l’asino deve entrare nel recinto dalla parte della coda).

Ora si conosce la ritrosia di un asino a camminare all’indietro ma anche qui la donna:  “U sceccu ca cura avanti? Ca cura avanti maritu miu!” (L’asino con la coda avanti? Con la coda avanti marito mio).

La storia finiva qui, ma io immaginavo questa donna che riusciva a fare entrare nel recinto l’asino dalla coda e che sotto lo sguardo sbalordito di lu malu maritu diceva: “ora torniamo a casa”.

Cara moglie, caro marito l’amore non è brodaglia da gossip e guai a non dire sempre in qualsiasi circostanza ora torniamo a casa.

 

 


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