viaggi in sicilia
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Alzarsi alle 5 del mattino non è piacevole, ma oggi Giovanni ha in programma per noi un’attività speciale: si va a pesca di gamberi. Alle 5.45 è già sotto la locanda Scirocco ad aspettarci: non possiamo tardare, alle 6 la barca salpa, con o senza di noi.

Filippo Munna, il pescatore, è un uomo gentile e sorridente. Ci aiuta a salire a bordo e ci spiega che purtroppo la sua barca è in riparazione ed è costretto ad usare quella di riserva della Cooperativa. Per non disturbare ci mettiamo nel punto più largo della barca, in mezzo: Filippo ci spiega che è esattamente dove finiranno le reti e ci fa spostare sul ponte di prua. Giovanni, che con Filippo è già uscito in mare un sacco di volte, scuote la testa divertito.

Trovato il nostro posto, salpiamo. Mentre usciamo dal porto di Castellammare, Filippo calza una tuta da lavoro impermeabile sopra ai suoi vestiti normali. Ci vuole quasi un quarto d’ora per raggiungere le boe che segnalano l’inizio delle reti. Filippo le raccoglie dall’acqua, fa passare le cime attorno a una ruota e accende il motore che la fa girare: la pesca comincia!

Filippo tira le reti con entrambe le mani: è un lavoro faticoso, ma a lui non sembra pesare. Per alcuni minuti non arriva nulla, poi comincia a spuntare dall’acqua qualche pesce impigliato nelle reti: si tratta per lo più di triglie e saraghi, che il pescatore libera dalla rete e getta in una vasca d’acqua fredda. Altri pesci di seconda scelta li lascia sulle reti, o se ancora vivi li getta in mare. A un tratto dalla rete spuntano i tentacoli di un polpo. Filippo scuote la testa: è un segno che sta arrivando lo Scirocco, il vento torrido africano, che in Sicilia vuol dire 40 gradi all’ombra. Filippo sembra quasi “vendicarsi” sul polpo, prendendolo a martellate… del resto i polpi si pescano così.

Finita la prima rete, Filippo porta la barca un po’ più in là, dove comincia la seconda. Le prede designate, stavolta, sono i gamberi. Filippo è fiducioso: arriva subito a bordo qualche pesce predatore di crostacei. Non sono buoni da mangiare, ma sono un buon segnale. “Arriviamo sopra al chilo di gamberi”, dice Filippo, ma finora non ne abbiamo visti. Poi cominciano ad arrivare: uno, due, tre, cinque, dieci. Filippo è costretto a fermare la ruota in continuazione, perché è difficile districare le i crostacei dalle reti, ma sembra soddisfatto. I gamberi, in effetti, sono enormi. “Li ho già venduti” dice Filippo, “un mio amico ha amici a pranzo”.

Alle 8 e mezza la seconda rete è stata tutta raccolta e ce ne torniamo al molo. “La pesca è stata discreta”, ci dice Filippo con un grosso sorriso, “sono i gamberi che rallegrano”.


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